Dalle tasche degli altri

“Casta” e onestà n°2

Margherita Cogo, truffa e presidenza

Proseguiamo con lo scandalo della candidatura Cogo alla presidenza del Muse (il nuovo museo della scienza  e della tecnica). Tre legislalture da consigliera provinciale, presidente della Regione, assessore provinciale alla cultura sono i titoli “politici” di Margherita Cogo; che però non ha alcuna competenza nello specifico, ed è stata invece bollata dalla magistratura come responsabile di falso e truffa.

Ora, come si fa anche solo a pensare di affidare incarichi pubblici ad una tale persona? Evidentemente la “casta” politica ritiene che per se stessa, per il suo giro, non valgono le regole che il comune buon senso applica nella società; e così già alla fine dello scorso anno Margherita Cogo era in pole position per diventare addirittura presidente del Consiglio Provinciale, e solo la campagna stampa di Qt, che ricordò agli immemori consiglieri la storia della truffa, mandò la nomina a gambe all’aria.

Ora la Cogo ci riprova, e senza passare attraverso la procedura stabilita da un’apposita legge (voluta proprio dal Pd, il suo partito) ma presentando la propria candidatura direttamente a Dellai. Succede un trambusto, una parte del Pd è imbarazzatissima, le opposizioni si indignano. Però…

Però: 1) Nessuno osa parlare della truffa. Giustamente si dice che a presidente di un Museo internazionale forse non è il caso di mettere un politico a fine carriera, ma della truffa no, di quello non si parla. Ne chiediamo conto a un consigliere del centro destra “mah, ho anche discusso con gli altri, ma non vogliono, dicono che non si fa così…” Tradotto: lupo non mangia lupo, tra politici ci si punzecchia sì, ma fino a un certo punto, si ritengono tutti sulla stessa barca, e al loro interno lanciare accuse vere ma troppo pesanti, non sta bene.
2) Dentro il Pd, a difesa della Cogo salta su il senatore Giorgio Tonini, noto per il suo “realismo”, vale a dire per la sua supina accettazione del potere, a partire da quello di Dellai. Anche Tonini, naturalmente non parla della truffa, si profonde invece (Corriere del 15/7) in lodi sperticate della Cogo, “E’ una donna intelligente e appassionata… è competente, essendo stata assessore alla cultura e avendo lavorato bene in quella veste”. Ricordiamo a Tonini che, ammesso e non concesso che ai Musei vadano gli ex assessori, la Cogo come assessore si era distinta soprattutto per rapporti clientelari, in particolare con ripetuti incarichi a un amico architetto che evidentemente le stava molto a cuore.
3) A parte Tonini, Cogo nel Pd non trova molte sponde. E allora bussa alla porta di Italia dei Valori, prospettando un suo passaggio a quel partito. Gli integerrimi dipietristi che fanno? Non dicono di no, prendono tempo, anche loro fingono di scordare la storia della truffa, insomma si dimostrano in pieno il partito di Scilipoti.
4) Infine Dellai, che  a Cogo ha dato qualche assicurazione. Secondo la logica di Bisignani come rivelata in un’intercettazione (“no, quello non lo nominiamo, è bravo, magari poi pensa che alla presidenza ci va per merito suo”): bisogna nominare gli incompetenti, quelli che non se lo meritano, così poi sono costretti ad esserti fedeli. E questo forse è il lato peggiore di questa pessima storia.

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13 pensieri su ““Casta” e onestà n°2

  1. Pingback: L’onestà per la “casta” trentina | Questoblog

  2. Ormai Ettore Paris e’ assolutamente incapace di controllare il suo livore personale.
    Diventa ridicolo pensando che chiunque non si adegui servilmente alle sue posizioni e’ da disprezzare.
    E dire che nella sua presentazione proclama di amare le donne. Mi chiedo cosa avrebbe fatto se si fosse dichiarato … misogino!
    AH! AH! AH! AH! IH! IH! IH! IH! UH! UH! UH! UH!

  3. Insomma, è “livore personale” pretendere che i rappresentanti politici non siano dediti alla truffa e al falso? Che non assegnino incarichi a carissimi amici? O che le nomine negli enti pubblici siano effettuate in base alle competenze e non all’appartenenza alla casta?
    Ed è “misoginia” pretendere che anche le donne in politica rispondano a questi minimi requisiti? Oppure l’onestà deve valere solo per gli uomini e non per le donne?
    In realtà Bruno Firmani, consigliere provinciale di Italia dei Valori, qui si arrampica sugli specchi per giustificare la sua benevolenza verso l’impresentabile Cogo, nella malsana idea che la politica consista nell’incamerare nel proprio partito qualsiasi rappresentante della casta, banderuole e disonesti compresi.
    E c’è poco da ridere.

  4. Non mi arrampico sugli specchi, non nutro nessuna benevolenza e non ho una malsana idea della politica.
    E’ malsano giornalismo offendere quelli che non si appiattiscono sulle posizioni dei direttori.
    La cosa in cui Scilipoti ed io siamo piu’ simili e’ … l’altezza.

    • In poche righe si rivela la casta! La difesa della corporazione!

      I componenti del cast sono portati a difendere (a tutti i costi, anche davanti all’evidenza) dalle critiche “esterne” i colleghi anche se di un altro partito… chissà mai che un giorno non sia proprio lo stesso Firmani a dover essere difeso… magari proprio dalla Cogo!

      Che tristezza! quando eravate scesi in campo avevate ben altre idee e aspirazioni… ma si sa… una volta dentro è difficile cambiare le cose e pian piano ci si adegua alle regole della casta!

  5. Una situazione strana: ettore Paris scrive su QT che attacca la Cogo, Firmiani dell’idv che difende la cogo, la Baiguera Beltrami che scrive su QT che attacca la Cogo, ma sta nell’Idv che difende la Cogo. Siete ridicoli. Tolto questo condivido la posizione di Firmiani su Paris, che sputtana la Cogo, ma la Beltrami che si autospedisce le minacce e incolpa 10 persone a caso la lascia in pace, etichettando tutto come una “questione personale tra me e la Beltrami” quando era una notizia di interesse pubblico e infatti il Trentino ne ha parlato per 3 giorni. Se non è malafede questa……… Ripeto, al parco a dar da mangiare ai piccioni Paris

    • La situazione era molto strana, è vero, ma adesso che si è inserito anche Edoardo Salamini che urla “Cagatemi cagatemi CAGATEMI”, tira fuori la solita Beltrami (perché anche il Trentino ne ha parlato cazzo, e per tre giorni!!) e da lezioni di purezza, beh, tutto sembra tornato alla più noiosa normalità.

      Ah, no, manca la ciliegina sulla torta, che -confido- arriverà presto: quando dice “E poi mi hanno IMPLORATO di scrivere per Questotrentino…” mi fa impazzire.

  6. Io con te non ho mai parlato, caro Gianera, in ogni caso sei il classico personaggio che si prende le situazioni a cuore come se avessi detto qualcosa a te perchè a QT non conti un cazzo di niente e vuoi far vedere al professor Paris quanto si bravo a difenderlo dai cattivi che lo criticano. Mi sembra che quello che vuole essere cagato qui sei tu, ma non preoccuparti, Paris ti darà il biscottino e ti dirà che sei il miglior giornalista d’inchiesta del trentino.

    • Caro Fritz Salamini, l’argomento ora ci sembra esaurito. Abbiamo rispettato le tue opinioni e ti abbiamo risposto, sia qui che sulla pagina facebook, anche se molti tuoi commenti erano insulti gratuiti che poco o nulla c’entravano con l’articolo o il post in questione. Ora basta. I toni da te utilizzati non sono propri di un dibattito civile, pertanto questo è l’ultimo avvertimento.

  7. Insulti gratuiti? Paris è un insulto al giornalismo, all’etica professionale e alla correttezza. Continuate a dare credito a quel vecchio narciso che alla fine è più ammanicato con i politici peggiori molto più di Dellai. Continuate pure a giocare al giornalismo d’assalto, e mi raccomando che con la cogo ci potete fare un altro paio di numeri. P.s: ultimo avvertimento di cosa? siete ridicoli

    • Ecco, appunto: ora basta, i prossimi commenti saranno rimossi perché questo tuo abbaiare ha stancato tutti.
      Adesso scappo che c’ho i piccioni che hanno fame, che Paris non ha voglia di uscire stasera.

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