Dalle tasche degli altri

Il carcere di via Pilati è al sicuro (almeno per un po’)

La faccia del Presidente quando l’ha saputo

Il carcere di via Pilati non è di proprietà della Provincia. É questo quanto apprendiamo oggi tramite Italia Nostra. Dunque l’atteggiamento della giunta e di Dellai, come ipotizzato sul numero di QT in edicola questo sabato, somiglia esattamente a quelle chiacchiere che ogni tanto si fanno su come spendere un’eventuale vincita al lotto. Non essendoci stato alcun passaggio di proprietà tra con il demanio dello Stato, e non essendo questo nemmeno prevedibile prima della primavera del 2012, l’approvazione in giunta del progetto esecutivo avvenuta circa dieci giorni fa è inutile. Innanzitutto, non essendo proprietaria dell’immobile, la Provincia non può indire gare d’appalto. In secondo luogo, una volta che verrà ottenuta la proprietà dell’immobile, viste le cifre in ballo, sarà con ogni probabilità necessario indire una gara d’appalto europea.  Quindi, la tempistica per un’eventuale demolizione (di cui si parla ormai da molto), alla luce di tutto ciò, si dilata enormemente. Prima di un anno, sarà praticamente impossibile procedere a qualsiasi intervento. Nel frattempo, ci si chiede a che cosa sia servito approvare il progetto esecutivo, indire una gara d’appalto e perseguire con tanta illogicità un obiettivo non solo impopolare e devastante, ma anche, perlomeno fino ad oggi, illecito.

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