Dalle tasche degli altri

Capitalisti o vucumprà?

Volo Ryanair Bologna-Parigi/Beauvais. La hostess: “Ed ora, il momento più atteso del volo…”. Che sarà mai, stiamo attraversando le Alpi? No, è l’offerta di un gratta-e-vinci scontato, per di più con finalità benefiche: il ricavato – dice – andrà a imprecisati “bambini che hanno perso la vista”. E subito dopo la ragazza attraversa lentamente il corridoio sventolando un mazzetto di gratta-e-vinci.

Avevano cominciato subito dopo il decollo, offrendo – a pagamento – panini e bibite. Avevano proseguito con profumi, cosmetici e orologi, ogni volta reclamizzati in inglese e italiano e poi esibiti su un carretto all’attenzione dei viaggiatori. E concluso il momento magico del gratta-e-vinci è stata la volta delle sigarette che si possono fumare anche in aereo: non si accendono, basta tirare. C’è tutta la nicotina che occorre, ma niente catrame, una mano santa per la salute. Sei euro per dieci sigarette. Infine, schede telefoniche e sim card.

Avrebbero anche altro da venderti, ma purtroppo stiamo atterrando, maiora premunt. Ma appena l’aereo si ferma, c’è ancora tempo per un consiglio: “Se intendete noleggiare una macchina, vi raccomandiamo la Hertz”.

Bei tempi quando anche le compagnie low-cost ti offrivano – gratuitamente – colazione o pranzo, per quanto spartani! Poi è stato il tracollo: recentemente, con la Meridiana, appena una confezione di due Ringo. Qui, poi, di gratuito c’è solo il volantino con l’elenco della mercanzia in vendita; ma in realtà è un prestito: all’atterraggio la hostess passa a ritirarli, non so se per fare pulizia o per riutilizzarli.

E allora, quando in treno il sedicente sordomuto passa appoggiando sul sedile un bigliettino con strazianti richieste di aiuto, cerchiamo di essere comprensivi…

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2 pensieri su “Capitalisti o vucumprà?

  1. Mi sfugge il punto dell’articolo. Soprattutto trovo ingiustificata la laudatio temporis actis, pur trattandosi di un genere molto apprezzato in Italia. Pretendere voli low-cost senza la noiosa commercializzazione di prodotti e marchi è decisamente incoerente.

    La forte competizione spinge il prezzo pagato dai passeggeri verso i costi effettivamente sostenuti dalle compagnie aeree. E questo è sicuramente bene per noi e male per le compagnie. Tuttavia il personale, il capitale ed il carburante hanno un costo che, per quanto le compagnie cerchino di comprimere, qualcuno deve pagare.

    Se il trasporto aereo si è diffuso è stato probabilmente grazie al fatto che nel tempo il prezzo del biglietto è crollato, forse al di sotto del costo effettivo del volo. Questo è stato possibile (anche) sostituendo i mancati ricavi con la vendita di prodotti a bordo (ai passeggeri) e di spazi pubblicitari (a terzi).

    Personalmente preferisco prezzi bassi, stomaco vuoto e le noie della sponsorizzazione ad un volo che altrimenti non mi potrei permettere. Pare che la pensino come me anche i passeggeri che (pur lamentandosi http://goo.gl/3oR3y) continuano ad avvalersi del servizio.

  2. Caro amico, condivido in pieno le tue ovvie considerazioni: naturalmente preferisco anch’io un volo a prezzo contenuto pagato con lo stomaco vuoto.
    Però permettimi – la prima volta che faccio questa esperienza – di sorriderne.

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