Una delle migliori immagini è quella di Alessandro Gilioli: il recente smottamento della maggioranza ricorda molto da vicino la fuga degli ultimi americani da Saigon, quando la guerra in Vietnam era finita e i fiancheggiatori del regime cercavano riparo in elicottero.

Paolo Cirino Pomicino
Non è più il tempo dei dilemmi esistenziali che angustiavano i deputati a dicembre: ora che il governo sembra a un passo dal franare, anche le offerte più invitanti non hanno più lo stesso appeal. Ma chi è che sta cercando di mettersi in salvo? Ci sono volti sconosciuti, come tali Bonciani e D’Ippolito che d’improvviso dopo 17 anni hanno capito che forse la rivoluzione liberale non si fa. Ci sono, immancabili quando si parla di transumanza, i Responsabili: Scilipoti, memore delle gloriose giornate di dicembre, afferma di tenere le mani libere. C’è l’onorevole Pippo Gianni che ai microfoni della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora preferisce mantenere il mistero garantendo un 20% di possibilità di votare la fiducia. C’è Scajola che con una mano trama per un governo tecnico e con l’altra tratta la vendita della sua casa vista Colosseo (ma si intascherà pure i soldi della vendita di una casa che non ha comprato?). Ci sono i fedelissimi, dalla Bertolini al nervosetto Stracquadanio, che, seppur con ossequio e riverenza, invitano il gran capo a farsi da parte. E se anche l’avvocato Paniz, quello che “dalle carte emerge come il presidente del Consiglio possa essere stato indotto a credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak”, ammette che potrebbe votare la fiducia a un governo guidato da Letta o Schifani, vuol dire che siamo arrivati quasi alla fine.
Ma se questo quadretto non è già abbastanza complesso, il ritorno sulla scena di Cirino Pomicino rende il tutto ancora più intricato. Questo arzillo 72enne, ormai non più parlamentare, riesce a convincere due deputati a passare nelle file dell’Udc contribuendo a rendere sempre più improbabile il raggiungimento della maggioranza. Cirino Pomicino, nome che evoca immediatamente Andreotti e la Prima Repubblica, ha ingaggiato una sfida all’ultimo sangue con il fuoriclasse Verdini, che dal canto suo è intento a inseguire i Radicali, i quali, con la chiarezza che li contraddistingue, prima ventilano l’ipotesi di votare la fiducia e poi smentiscono.
La sola ipotesi che il governo possa cadere per le trame di Cirino Pomicino o che il destino dell’Italia sia legato alle bizze del primo Pippo Gianni alla Camera è esilarante. Ed è proprio quando pensi a tutto ciò che capisci le risate di Sarkozy e della Merkel.

5 novembre 2011


Il problema é. come mai siamo ridotti così? Come mai la democrazia è ridotta così? Perchè è chiaro, ci possiamo ridere sopra, ma questo mercimonio non ha nulla a che fare con noi e con il paese. Il fatto è che con la “porcata” di Calderoli, il parlamentare non viene eletto, non ha più alcun rapporto con il cittadino, dipende e all’occasione condiziona le segreterie, in un gioco tutto interno alla casta. Un meccanismo infernale, perchè i rappresentanti li sceglie e li rende peggiori dei rappresentati. Mi meraviglia come una tale distorsione sia stata ritenuta costituzionale. Per fortuna c’è di mezzo il referendum, non a caso sottofirmato da un mare di persone. Dovremo non stancarci di esigere che venga effettuato.
Il referendum abrogherebbe la legge elettorale attualmente in vigore e il che sarebbe un passo in avanti, ma torneremmo a una legge elettorale che nel passato non ha dato grande prova di efficacia. Ciononostante gli scenari in gioco sono limitati: si va ad elezioni immediate e il referendum salta (o quantomeno viene svuotato della sua utilità nel breve periodo); si insedia un governo retto da una maggioranza più ampia, si tiene il referendum e si va ad elezioni in autunno o in nella primavera 2013; si insedia questo fantomatico governo “istituzionale”, ma cambia la legge elettorale e il referendum salta. In ogni caso dubito fortemente che l’attuale parlamento sia capace di cambiare in meglio l’attuale situazione: uno come Scilipoti che va a cercarsi i voti non ce lo vedo proprio.