Così abbiamo appreso che i grandi ex della politica, anzi, delle istituzioni, hanno diritto a sostanziosi benefit (ufficio, segretari, auto blu, viaggi gratis ecc) vita natural durante. Cioè no, in tempi di sacrifici hanno deciso di limitare i benefit a soli dieci anni dalla fine del mandato… però il conteggio deve iniziare a partire da… però ci sono cariche che vengono escluse… A noi, oltre al vergognoso tira e molla, oltre alle penose difese (“quanta ipocrisia!” osa commentare il beneficato Violante, e meglio si inquadra la sua peraltro già sospetta attitudine all’inciucio) è la cosa in sé che troviamo deprimente. Indicativa della cultura delle alte cariche: una supercasta che ritiene gli eccezionali benefit di cui gode, non come strumenti per meglio svolgere l’incarico, ma come doveroso riconoscimento di uno status di esseri superiori. Il benefit sottolinea la superiorità della persona, e quindi è a vita, slegato dall’incarico. Siamo di fronte a una visione monarchica della società e del potere. Per i monarchi, come è noto, è pronta la ghigliottina, per i nostri spocchiosi papaveri, dovrebbe bastare un calcio in culo.

La sensazione che si prova, nell’apprendere che Casini voglia rinunciare ai benefit ( semplicemente, per iniziativa personale o come elargizione di una caritatevole lavata di faccia), così, come altri ministri che più o meno rinunciano a qualcosa, che nemmeno ha un effetto immediato, ma viene rimandato fra dieci anni… , è di delusione, per quanti credono che la politica risponda ai requisiti di serietà, competenza e professionalità. Perchè, non dev’essere il singolo politico a decidere cosa limitarsi oppure avere, ma l’organo competente alla supervisione, al calcolo e alla revisione dei bilanci di partito, come dello stipendio dei singoli parlamentari o ministri e dei vari settori di appartenenza. Come, la Corte dei Conti e la presidenza della camera, coadiuvati dai rapporti Istat e dell’ ufficio delle entrate e con la sperata determinazione dei loro stipendi, in base a parametri di riferimento, quali il redditometro, lo spesometro e l’adeguamento all’indice di inflazione attuale e reale. Per cui, ritengo giusto, che la determinazione dello stipendio e dei benefit e delle altre agevolazioni, siano giustificate, autorizzate dettagliatamente e controllate anche dal supporto di agenzie private, evitando così, conflitti di interesse, corruzione e concussione. Di qui, il collegamento, con le nuove norme anti-corruzione della Severino.
E’ chiaro, che la supervisione dei dati, non è accessibile facilmente, neanche per Giovannini, chiamato a formare una commissione relativa al rilevamento e all’analisi degli stipendi dei politici in confronto degli equiparati politici di sei paesi europei nel corso dell’anno 2011, per determinare una comparazione ed un possibile adeguamento. La relazione non è riuscita, come mai? I dati, dove sono? Come avviene, la tanta citata applicazione del pricipio di trasparenza, relativo all’accessibilità dei dati relativi ai redditi ( di tutti) da parte degli organi competenti, per via telematica? Non voglio l’elemosina, voglio una politica compente, che risponda a tutti i requisiti richiesti, come la trasparenza dei movimenti finanziari, da parte di chi ricopre un ruolo pubblico e a tutti i livelli; al lavoro professionalmente svolto per raggiungere gli obiettivi prefissati per determinare benessere, nella nostra cara Italia.