Gambe e braccia

Felice chi se lo fa

Nonostante l’apprensione che genera in tutti noi l’incertezza circa il destino di Casini e della sua alleanza a destra, a sinistra, forse al centro, preferiremmo oggi concentrarci su una cosuccia di lavoro.
Il fatto riguarda i dipendenti della Poltronesofà, l’azienda del «felice chi se lo fa» (il sofà). Felice sarà felice, chi se lo fa: meno i dipendenti di cui sopra, che — a detta loro — sono stati costretti a firmare moduli pre-compilati per certificare davanti al Ministero del Lavoro che il loro contratto è in associazione per partecipazione.
L’associazione per partecipazione è una forma sublime e squisitamente sottile di contratto ad minchiam offerta dalla passata riforma del lavoro e oggi sconfessata e sostanzialmente modificata, a quanto si dice, dalla Riforma Fornero.
Il contratto prevede, sostanzialmente, che il datore di lavoro “associ” il dipendente, facendolo partecipe degli utili d’impresa e, in qualche modo, delle decisioni che riguardano l’impresa stessa (ovvero la sua espressione capillare, in forma di punto vendita).
Ovviamente i lavoratori Poltronesofà sono partecipi dell’eroica impresa quanto il sottoscritto, che per giunta ha un divano di trent’anni fa.
Se rifiutano di dichiarare il falso, in compenso, godono del privilegio di rimanere a casa, e non per le ferie, al grido di «felice chi è licenzia’».

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