Dalle tasche degli altri/Monocolum - metà svegli

Franky speaking

Non è affatto raro, in Italia, che improbabili personaggi finiscano per rivestire cariche di rilievo riuscendo a nascondere alla nazione tutte le loro dubbie qualità.

All’estero invece sono più svegli, si sa, e non è altrettanto facile per i cervelloni nostrani passare inosservati.

Ne abbiamo avuto la conferma quando, tornati belli belli dalle ferie estive, abbiamo letto sul sito di Repubblica l’annuncio della prossima nomina di Franco Frattini come segretario della NATO.

Chi meglio di Franco alla guida dell’Alleanza Atlantica, abbiamo esclamato noi!

Il curriculum non gli manca di certo: nella sua vita ha fatto parte di vari governi, Ministro degli Affari Regionali prima, della Funzione Pubblica poi, con una gloriosa parentesi come commissario europeo. La fama come grande statista internazionale, però, se l’è guadagnata ultimamente, quando da ministro degli Esteri l’abbiamo visto ovunque nel mondo, come una via di mezzo tra Karol Wojtyła e Syusy Blady. Mare o montagna non fa differenza, a Franco piacciono entrambi: eccolo come maestro di sci con il grande Alberto Tomba, poi un salto ai tropici, ora spunta in Albania nell’entourage di Valter Lavitola.

Ogni tanto, però, i suoi importanti viaggi di lavoro alle Maldive vanno a coincidere con eventi più triviali, tipo la guerra in Georgia.

E allora, giusto il tempo per togliere la sabbia dalle ciabatte, il nostro è di nuovo operativo per riportare il Caucaso alla serenità. Certo, i soliti maligni non mancarono di indignarsi accusandolo di essersi trattenuto un po’ troppo in spiaggia, ma suvvia, siate sinceri, chi tra di noi vorrebbe fare tutta quella fatica per diventare ministro degli esteri, per poi correre dietro al primo contadino georgiano che spara due proiettili?
Si vive una volta sola! Non sto coprendo il paesino con lo zaino, vero? Allora dai scatta pure.

Dobbiamo ammetterlo: noi per Franco proviamo un sentimento misto di tenerezza e affetto. Provereste anche voi una cosa simile se aveste visto la sua espressione mesta quando, nel tentativo di salutare il suo vecchio amico Obama, fu completamente ignorato e relegato in un angolino, come non gli capitava dalla festa delle medie.

E come dimenticare il delizioso album di foto private caricate con orgoglio sul sito del ministero, dove Franco affiancava ai summit con i grandi della terra le sue discese da provetto sciatore sulle nevi italiane e i dolci incontri coi cani della Alaska.

Gli animali, bisogna dirlo, sono una sua grande passione. Dalla sezione “Ecoblog” dell’aggiornatissimo Diario Italiano il futuro quasi-segretario della NATO non manca di aggiornarci sulle sue battaglie per difendere i poveri beagle o i cavalli del comune di Roma. Il blog purtroppo non è più lo stesso da quando il ministro ha eliminato i commenti e le foto delle sue imprese sportive, lasciando tristemente vuota la sezione “Sport“.

Ma è dal vivo che il ministro dà il meglio. Intervistato da Jeremy Paxman e Stephen Sackur, il fratello Frattini sfoggia un invidiabile inglese con il quale cerca di parare le insidiose domande dei due giornalisti.

Insomma, appare chiaro che tra tutti i profili disponibili, quello del nostro brillante ex-ministro è certamente il più indicato per negoziare con la Russia sulle basi missilistiche in Polonia.

Ci auguriamo soltanto che, una volta impegnato a garantire la sicurezza dell’occidente, Franky non si dimentichi delle battaglie che l’hanno reso l’uomo che conosciamo: come ad esempio la difesa dei cani condannati dalla società soltanto sulla base del loro aspetto.

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