Gambe e braccia

Dolce stil novo

Il Grande Moralizzatore e Innovatore Matteo Renzi agisce davvero a tutto campo, come un Nedved impazzito preso in cura dai medici di Berlusconi.

La sua dichiarazione del giorno riguarda i finanziamenti ai partiti, che vanno aboliti (così come, in opinion sua, le regioni a statuto speciale; ma questa è un’altra storia che merita altra serietà).
Ciò che preferiamo di Renzi è che ha una soluzione semplice a tutto. Semplice e semplicistica: figlia dell’evoluzione che dal Rinascimento ha portato, per direttissima, a Twitter. Evviva.
Nel suo mondo binario perfetto, il sindaco di Firenze propone la madre di tutte le teorie geniali. È ovvio: se i partiti spendono i soldi pubblici per gli affaracci loro, basta non dare loro nemmeno una lira. Ta-da!: il gioco è fatto.
Il principio è affascinante: tanto più perché dà sfogo ai bassi sentimenti e al livore che ciascuno di noi accumula quando vede la faccia da birba di un Lusi o quella gonfia di un Fiorito (“er federale de Anagni”).

Come tutte le cose semplici, però, la teoria renziana paga la sua banalità.

Prima di tutto, infatti, essa finirebbe inevitabilmente per premiare il “modello berluscones”: ossia quella fetta di politici che può permettersi, per finanze proprie o altrui, di sostenere i costi del macchinario. Non dimentichiamo, a questo proposito, che il finanziamento pubblico ai partiti ha avuto origine proprio dal tentativo di evitare meccanismi collusivi o di corruzione legati a denaro gentilmente versato da gruppi di potere (compresi quelli mafiosi).
Ma la proposta “a costo zero” di Renzi è pure, tanto per cambiare, la candida e indifferente ammissione di un fallimento metabolizzato e quasi gradito: se il sistema dei finanziamenti non funziona si opta per la sua eliminazione, anziché far rispettare — con durezza, se serve — le regole e rendere più efficaci i controlli sui movimenti di denaro. Nella sfera autoreferenziale di Renzi, poco importa che il politico abbia una condotta retta: se spende “del suo” può pure pagare la cena a 200 amici (d’affari e di voto), un paio di puttane o una bella vacanza in barca (Formigoni-style). La continenza e la trasparenza sostituite da una cafona libertà d’azione di stampo post-televisivo.
Renzi è fresco come un dopobarba del discount: ma la sua freschezza ha un fascino crudele. Quello del finanziamento ai partiti, purtroppo, è solo un esempio del retroterra culturale che anima il sindaco di Firenze: un retroterra che sta mietendo un numero inquietante di vittime con il suo profumo velenoso. Anche in Trentino. Quanto caro ci costerà?

 

 

 

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2 pensieri su “Dolce stil novo

  1. Sono d’accordo. Aggiungerei però che Renzi è il precipitato (è il caso di dirlo) più puro di quel (pro)cesso che ha portato alla liquidazione del buon vecchio, caro partito di massa: PCI, PD, PDS, DS, PD… E insieme a tutto il bagaglio di esperienze e di riflessioni. Buttare l’acqua sporca con il bambino dentro è ormai diventato sport nazionale.

  2. Qualche dubbio nello specifico merito del finanziamento ai partiti, però l’analisi dello stile binario del Renzi-pensiero è perfetta. E ancor più se vediamo l’altra esternazione sulle regioni a statuto speciale, dove mette insieme, con il metodo binario bianco/nero, Sicilia e Trentino; e magari oppone Lazio-ordinaria- buono a Trentino-speciale-cattivo.

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